TREKKING LA BANDA DI MONTEBELLO Percorsi della Memoria

Contestualizzazione storica

Nell’inverno tra il 1943 e il 1944 tanti giovani si rifugiarono nei boschi per sfuggire ai bandi di reclutamento alla leva o al servizio di lavoro della nuova Repubblica Sociale Italiana e dei suoi alleati tedeschi. Nella zona nord del Comune, intorno a Castelguelfo, cominciarono a radunarsi chi si dava alla macchia da Città di Castello. Il nucleo, che andava riunendosi intorno ad alcune figure carismatiche, si spostò poi in una casa vicino alla cima di Montebello nel gennaio del 1944. Con un’elezione democratica, la prima della loro giovane vita, i ragazzi elessero comandante Livio Della Ragione. In questa zona fu stretto e vitale il rapporto con le famiglie contadine, in particolare con la Famiglia Valentini del podere di Valdiscura, che appoggiò in ogni modo i partigiani.

La banda lasciò Montebello durante il rastrellamento del maggio 1944, quando la casa fu parzialmente bruciata dai tedeschi; per poi ritornarvi a fine maggio e rimanervi fino a quando la Brigata San Faustino fu smobilitata con il passaggio del fronte. Dal percorso è possibile vedere anche Colleantico, dove erastanziato il distaccamento “Fastigi” della V Garibaldi, e la Serra di Burano, dove agiva la Banda di Morena

Contesto naturalistico ambientale

Il percorso si snoda nel paesaggio tipico della zona di Pietralunga, con profondi valli e ripide colline oggi tutte ammantate da boschi misti di latifoglie governati a ceduo. In questa zona siamo molto vicini all’Appennino, in particolare a Monte Nerone e al sistema di serre che lo precede. Lungo il percorso incontreremo soprattutto cerri (quercuus cerris), roverelle (quercuus pubescens), carpino nero (Ostrya Carpinofolia), Orniello (Fraxinus ornus)e acero ( Acer Campestre, Acer Opalus, Acer Pseudoplatanus, ecc ).Troveremo anche qualche esemplare sporadico di faggio (fagus sylvatica), che ha trovato il suo ambiente proprio per le favorevoli condizioni microclimatiche derivate dalla netta esposizione a nord.

Descrizione percorso

Parcheggiata la macchina all’incrocio tra la SP Pietralunga- Apecchio e il SI, nei pressi del Monte Castellaccio, si prende verso destra lungo la carrareccia (Sentiero Italia). All’incrocio (0,5 km), girare a destra per poi scendere in mezzo ai due “tronchi di colonna” in cemento, prendendo la strada che scende. Proseguiamo scendendo nel bosco e all’incrocio con la strada bianca (1 km) prendiamo a destra, abbandonando il SI e seguendo la strada che ancora scende.

Camminiamo ora tra bei panorami sulla catena appenninica, con in risalto il Monte Nerone, la doppia vetta del Monte Catria e una bella visione d’insieme di Montebello e Valdiscura. Arrivati sul fondovalle, continuiamo sulla strada, che dopo la curva a gomito si fa asfaltata (2,5 km).

Camminando tra boschi misti, un piccolo rimboschimento, campi coltivati e case sparse arriviamo al nucleo abitato de Le Corniole (3,4 km). Qui giriamo a dx (3,7 km)un’altra volta sulla strada bianca, che sale nel bosco a prevalenza di cerro. Ormai a fine salita, (km 4,5) transitiamo davanti alla casa di Montebello (oggi proprietà privata), che ospitò la banda dei tifernati tra gennaio e giugno 1944. (Qui secondo pannello didattico). Dopo circa 100 m giriamo a destra, prendendo una strada minore. Continuiamo tra paesaggi caratteristici del territorio, con boschi che ammantano colli e scoscese vallette, spesso destinate a campo.

Arrivando su una curva a gomito (5,5 km), saliamo in direzione di destra fino a ritornare di nuovo sul SI nei pressi del Monte Castellaccio (6,4km). Da qui ripercorrere il breve tratto già percorso in partenza per ritornare alle macchine. Girare a sinistra tornati sul SI, salire e ripassare i tronchi di colonna, per poi girare di nuovo a sx e in poche centinaia di metri arrivare al punto di partenza

  • LA BANDA DI MONTEBELLO
  • lunghezza 7,4 km
  • dislivello 218 m
  • percorrenza 3h
  • Segnaletica: Cai, Sentieri della Memoria
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