TREKKING LA BRIGATA SAN FAUSTINO Percorsi della Memoria

Contestualizzazione storica

La Brigata San Faustino venne fondata, in una tenuta nell’omonima località del comune di Pietralunga, il 13 settembre 1943 su iniziativa del proprietario terriero Bonuccio Bonucci e di un gruppo di civili e militari (Mario Bonfigli, Stelio Pierangeli, Gaetano Salciarini,Luca Guerrizzio, Luigi Peano).

La Brigata, con riferimento un quadrilatero territoriale compreso tra Città di Castello e Apecchio al Nord e Umbertide e Gubbio al sud, si poneva di organizzare e coordinare le varie bande sparse intorno a Pietralunga. Dopo la costituzione formale del 11 febbraio 1944, in cui acquisì anche la denominazione di “Proletaria d’Urto”, la San Faustino era formata dalle bande di Cairocchi, Morena, Montebello, Capanne e San Benedetto ed ebbe comandanti dapprima Mario Bonfigli “Mefisto” e poi Stelio Pierangeli “Geocaves”. Male armata fino all’arrivo dei lanci alleati di fine aprile 1944, la San Faustino svolse prevalentemente attività di sabotaggio, attacchi agli ammassi per la distribuzione dei viveri alla popolazione e agguati contro piccole pattuglie tedesche e fasciste.

Dopo aver disarmato la caserma locale e festeggiato il 1 maggio sul territorio, e dopo la battaglia di Montone, la San Faustino si disperse a causa di un pesante rastrellamento nazifascista che iniziò il 7 maggio. Ricostituite con difficoltà le bande, la San Faustino prese il controllo di Pietralunga l’8 giugno e il 18 di giugno decretò formalmente il “Territorio Libero”.

La Brigata partecipò attivamente alla Battaglia di Pietralunga del 9 luglio, in cui coprì la ritirata lungo la valle del Carpinella. Con la definitiva liberazione del paese il 13 luglio, la Brigata Proletaria d’Urto SanFaustino passò il fonte e fu subito disarmata e smobilitata. La Brigata contò, nella primavera, al massimo con 350 combattenti.

Contesto naturalistico ambientale

L’itinerario si snoda sopra la valle incisa dal fiume Carpinella, che da Pietralunga va verso la Valle del Tevere. Nelle colline attraversate è presente, ben curato, il paesaggio agricolo, con campi di prato pascolo polifita o di erba medica prevalentemente, siepi arbustive e/o file di alberi come intermezzo, laghetti di abbeveraggio per il bestiame e grandi querce camporili che fungono da ombra nella stagione estiva.

I campi si inseriscono all’interno di ampie zone boschive di caducifoglie: roverelle, cerri, aceri, ornielli, carpini neri. Sono presenti anche boschi di conifere, a prevalenza di pino nero, frutto dei rimboschimenti del secolo scorso.

Lungo i fossi che solcano il territorio e lungo la Carpinella che scorre in basso è presente la vegetazione ripariale, con pioppi neri e/o tremuli e con salici.

Descrizione percorso

Parcheggiata la macchina, prendiamo la strada che va in salita lasciandoci la valle alle spalle.

Si sale sempre sulla strada principale con una buona pendenza e panorami che cominciano ad aprirsi. A Valbona (km 1.9) si gira a sinistra e si scende leggermente, sempre su strada bianca; cominciano ad apparire i segni biancorossi del sentiero CAI 116. Poco dopo (km 2,3) lasciamo la strada bianca svoltando a destra e scendendo su sentiero segnato (oltre che del 116 anche tratto SM 9, Sentiero della Memoria di un vecchio progetto ANPI/ComunitàMontana).

Seguire sempre i segni, si effettua un piccolo guado ( 2,5 km) e si gira a destra, entrando poi nel campo da superare tenendo il bordo destro dello stesso (segni biancorossi sui pali della recinzione). Alla fine di questo, si gira sulla destra passando un cancello mobile e ci si immette su un altro campo, da superare tenendo stavolta il bordo sinistro e puntando l’Abbazia di San Faustino che ormai ci appare davanti e che raggiungiamo (3,3 km) dopo esserci immessi su una carrareccia. L’Abbazia, oggi resort turistico, è il luogo dove nacque nel settembre 1943 la Brigata San Faustino, che proprio da qui trasse il suo nome.
Giunti alla strada sterrata bianca, giriamo a destra costeggiando dapprima il complesso residenziale e poi aprendoci a panorami sulla Valle del Tevere, tra zone calanchive e boschi misti.

Lasciamo la strada che attraversa la pineta e i segni del 116 svoltando a sinistra (km 3,8). Seguiamo la sterrata bianca che segue il fianco di Monte San Faustino fino a svoltare , seguendo il cartello, quasi ad U (km 4,3) su per una forestale che, restringendosi fino a sentiero, ci porterà fino sotto la vetta del monte (km 4,7). Immessi in una carrareccia più ampia, svoltare a destra cominciando a scendere. Si supera il campo tenendo il bordo sinistro per poi riprendere la carrareccia con splendidi panorami che si aprono sull’Appennino. Incrociando la sterrata bianca (km5,6) , giriamo a dx e cominciamo a salire verso Monte Ranchio fino ad un bivio in corrispondenza di una casetta, dove giriamo a sinistra (km 6,3). Si cammina ora su un vecchio asfalto, tra rimboschimenti interessati da successione secondaria, grandi viste dell’Appennino e begli esemplari di roverella.

Lasciamo l’asfalto girando in discesa su un netto tornante (km 7,3). Appena superata una casa gialla e un capannone, giriamo nettamente a dx sempre in discesa (km 7,9). Nei successivi bivi tenere sempre la sinistra. Poco più avanti lasciamo la strada bianca (km 8,9) prendendo la carrareccia chescende a dx. Poi in corrispondenza della casa vacanze svoltare a sx in discesa (km 10) e proseguire scendendo fino a ritornare alle macchine.

  • LA BRIGATA SAN FAUSTINO
  • lunghezza 11,1 km
  • dislivello 445 m
  • percorrenza 3h
  • CAI, SM 9 (Sentieri Memoria Anpi) , Sentieri della Memoria
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